Gestione Postoperatoria dell’Idrocefalo Normoteso
Monitoraggio del paziente dopo il trattamento chirurgico

Dopo l’impianto di una derivazione ventricolo-peritoneale (DVP), è essenziale seguire attentamente il paziente nel suo decorso clinico. Circa il 40% dei pazienti che avevano mostrato risposta positiva al drenaggio spinale, ma che non manifestano un miglioramento significativo dopo l’intervento di derivazione, possono trarre beneficio da un’attenta gestione postoperatoria.
In questi casi, è necessario escludere possibili cause di mancato miglioramento, come un posizionamento scorretto del catetere ventricolare, contusioni o emorragie nel tessuto cerebrale circostante, oppure la formazione di raccolte fluide sottodurali secondarie a iperdrenaggio della derivazione impiantata.
Occorre inoltre verificare l’assenza di ostacoli al deflusso liquorale dalla valvola verso la cavità peritoneale. Questo richiede la valutazione della pervietà del drenaggio peritoneale, escludendo eventuali legature o intrappolamenti che potrebbero essersi verificati durante l’impianto.
Per prevenire complicanze e garantire il corretto drenaggio del liquor in eccesso, è importante controllare il funzionamento della derivazione e accertarsi che la pressione di apertura della valvola, impostata al momento dell’impianto, sia ottimale per quel paziente. Un ipodrenaggio riduce l’efficacia della derivazione, mentre un iperdrenaggio può provocare la formazione di raccolte fluide sottodurali che, se evolutive, peggiorano le condizioni cliniche e neurologiche del paziente.
Il corretto posizionamento del catetere ventricolare viene verificato mediante TC o RMN dell’encefalo eseguite a breve distanza dall’intervento. Questi studi consentono anche di escludere eventuali lesioni del parenchima cerebrale circostante e la presenza di raccolte fluide sottodurali.
Il malfunzionamento del sistema può essere sospettato in caso di ostacolato deflusso liquorale distale, percepibile alla digitopressione come rigidità del reservoir della valvola impiantata. Un aumento della resistenza può indicare la presenza di raccolte liquorali saccate in addome, la cui pressione interna contrasta quella intracranica secondo la legge di Portnoy. Queste raccolte possono essere identificate tramite esame ecografico o radiografie addominali.
La mancata riespansione del reservoir può essere causata da un catetere ventricolare intrappolato o da un ventricolo a fessura, evento secondario a iperdrenaggio, oppure dal cattivo posizionamento del catetere nel parenchima cerebrale.
L’utilizzo della RMN a contrasto di fase consente lo studio della dinamica liquorale, confrontando lo stroke volume acqueduttale preoperatorio e postoperatorio. Questo permette di verificare la corretta programmazione del sistema impiantato.
Nei pazienti con miglioramento clinico transitorio ma aumento dello Stroke Volume (SV) acqueduttale, il deflusso liquorale può risultare ancora insufficiente. Al contrario, una riduzione significativa dello SV acqueduttale può indicare iperdrenaggio e anticipare la formazione di raccolte fluide sottodurali, con possibile impatto negativo sulla qualità della vita del paziente.
